A zze Cristina - Il Campanile Enna

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A zze Cristina

Storia di Enna > Biografie ennesi illustri



Cristina Barbusca, vedova Corrao,

detta
"A zze' Cristina"



Un ennese D.O.C., un personaggio d'altri tempi sopravvissuto nella nostra epoca globalizzata ed appiattita. Chi ha avuto l'avventura di incontrarla, anche solo per strada, non poteva non notarla e infatti un regista venuto da lontano, solo vedendone la foto, la scritturò per un documentario.
A zze' Cristina ci ha lasciato nel 2007, con lei se ne andata un pezzo della nostra cultura popolare, uno dei pochi ultimi frammenti.
Donna del popolo, compositrice, cantante, attrice,
"Il Campanile" la inserisce, riteniamo a ragione, nella propria rubrica degli "uomini e donne illustri".

Pubblichiamo, per ora, solo una  breve nota che, gentilmente, ci ha fatto pervenire la figlia, la signora Franca Corrao Filippelli.  
 

Cristina Barbusca detta "a zze' Cristina " nasce a Enna il 22.02.1925 e muore il 02.12.2007. Figura singolare, spiccava per la sua generosità innata, amava donare in maniera smisurata senza mai chiede niente in cambio. Tutti la ricordano per gli innumerevoli doni ricevuti. ancora oggi il portalettere della zona in cui abitava conserva gelosamente le numerose scatole di fiammiferi e le saponette ricevute.

Si alzava prestissimo per andare a comprare il pane dal fornaio ( la prima sfornata era la sua), ma il più delle volte tornava a casa senza, poiché strada facendo lo regalava tutto.

Amante della musica e del canto sin da piccola cantava nel coro della chiesa della sua parrocchia.  

Aveva iniziato a lavorare giovanissima nelle colonie e refezioni delle scuole, la sua passione era cantare e pertanto aveva composto delle canzoni, la più' famosa "la picciuttedda che lavava " era il suo cavallo di battaglia con la quale aveva ricevuto moltissimi riconoscimenti locali e provinciali, esibendosi in quasi tutte le piazze durante le manifestazioni.
Aveva partecipato con successo alle edizioni della "corrida" nelle diverse località della Sicilia.

Il suo singolare vestiario era famoso, soprattutto lo scialle nero che portava in tutte le stagioni e dal quale non si separava mai e che è stato deposto nella bara quando è stata sepolta. Grazie al suo abbigliamento fu scritturata per girare un film. Un regista italo canadese, durante un breve soggiorno ad Enna, nota una sua foto nel tabaccaio del Duomo e la scrittura per un lungometraggio dal titolo "kalsa", dove naturalmente gira le scene con il suo famoso scialle nero.
Il compenso ricevuto per la sua interpretazione lo offre alle centinaia di persone che erano accorse per vederla recitare offrendo dolci, gelati e pietanze varie.
Gli aneddoti da ricordare più famosi sono: un giorno l'emittente Tele Enna girava per la via principale della città intervistando le persone e fermando la "zze Cristina”, le chiedono cosa ne pensa degli "ufo" e lei non conoscendo minimamente questa parola candidamente risponde: “ci aiu di diri con ni putimu lamintari”.
Quando invece un anno ci furono le votazioni per quasi una decina di referendum, la zze’ Cristina andò a votare e prese le dieci schede. Dopo mezz'ora ancora era dentro l'urna e non si apprestava ad uscire, lo scrutatore le chiese se si sentiva male, lei rispose: “figliu mi' aiu graputu tutti unnaiu caputu nenti, ora un li saggio chiudiri chiù”.
Questa è solo una piccolissima parte della biografia di mia mamma della quale si potrebbe scrivere un libro, vi ringrazio.

      Franca Corrao Filippelli





A picciutedda ca lavava

C’era na picciutedda ca lavava
ci sciddica lu pedi alla panchina
Su ugnera pi Tanuzzu ca tiniva
tutta la picciutedda si anniava.
A mezzu u mari c’era un tavulino
cu tridici suldati e un capitanu
scrivitici na littira a lu zianu
ca Pippinedda un si marita cchiu
Cummari aripinnitivi sta gatta
ca sa mangiatu na virnici cotta
si  veni me maritu e vi la aggrasta
e vi la manna cun l’ancuzza torta.
Te musci’ te musci si vu u pani mangiatillu
su vu u vinu vivitillo, ma un mi fari abbilia’.
                           
Cristina Barbusca

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