Lo sposalizio "d'allora" ad Enna - Il Campanile Enna

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Lo sposalizio "d'allora" ad Enna

Storia di Enna > Microstoria


LO SPOSALIZIO NEL PASSATO A ENNA

Salvatore Presti




Lo sposalizio a Enna, fino agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso, aveva un fascino particolare. Il corteo nuziale, partiva  dall’abitazione della sposa fino alla chiesa parrocchiale. Sfilavano: in testa gli sposi, lui in abito nero di “sciòllira” (pregiato tessuto semilucido), lei in abito  bianco, con o senza strascico, e il velo in tulle o di merletto sorretto da due paggetti. Subito dopo i genitori e i parenti più stretti e poi gli altri invitati, tutti con abiti eleganti e incappellati. Al loro passaggio, dalle finestre e balconi, la gente gettava su di loro un “pugno” di frumento, un gesto augurale, simbolo di benessere. Oggi si lancia sul capo degli sposi del riso, ma non è una nostra tradizione. Occorrerebbe ritornare al passato.

Corteo
nuziale

Il matrimonio tra giovani appartenenti a famiglie blasonate o dell’alta borghesia, non aveva le stesse caratteristiche di quello dei contadini o minatori; per questi rampolli benestanti, il corteo nuziale era formato da carrozze o automobili. Le chiese erano addobbate con sfarzo. I ricevimenti avvenivano nei saloni dei loro palazzi. Insomma erano tutt’altra cosa. Alle volte anche il rito nuziale avveniva all’interno delle loro dimore, dove esistevano le cappelle private regolarmente consacrate. Negli stessi anni cinquanta, comparvero le prime automobili che accompagnavano gli sposi in chiesa. Quasi nessuno le possedeva, così venivano “procurate” tra i pochi fortunati proprietari, nella cerchia di parenti o amici, oppure si prendevano a noleggio con “chauffeur”. Oggi, sempre a nolo, si possono avere luccicanti automobili...anche le limousine. Qualche tempo fa, si è vista una coppia di sposi attraversare la città su una carrozza scoperta, con cocchiere in abito d’epoca, raggiungere  la chiesa di S. Cataldo.

Anno 1936
(archivio privato)

La marcia nuziale di Mendelssohn accoglieva gli sposi all’altare, mentre quella di Wagner veniva eseguita dopo la cerimonia, come del resto avviene adesso in quasi tutti i riti nuziali. Durante la comunione l’Ave Maria di Schubert o di Gounod veniva  eseguita all’organo dal maestro Francesco Buscemi  e cantata dal mezzo soprano Carmela Barbarino, quasi sempre presenti ai riti nuziali. Erano molto richieste ed apprezzate anche le orchestre d’archi dirette dai maestri Peppe Di Dio e Gaetano Colina.

Vecchi album di foto




Anno 1936
(archivio privato)

Subito dopo la cerimonia, gli sposi si recavano presso il noto fotografo Maddalena, con studio sin dal 1918 in Via Roma, nei  pressi della chiesa di  Santa Chiara il quale immortalava il “giorno più bello” della loro vita. Venivano, infatti, “ritratti” in posa “da studio”: la sposa col suo bouquet di fiori d’arancio con lui accanto. Di queste foto, formato cartolina, con la scritta a margine o sul retro“Foto Maddalena”, ne troviamo ancora nelle nostre case, dentro qualche vecchia scatola, insieme a foto ingiallite di nonni o parenti lontani.


Retro di foto con timbro del fotografo Maddalena
(archivio privato)

Il ricevimento era tenuto presso la casa  degli sposi, oppure dei genitori o di parenti o conoscenti proprietari di case con stanze molto grandi. S’incaricava un Monzù che provvedeva all’organizzazione e alla preparazione del pranzo nuziale. Giuseppe Ubbriaco, Santo Arena e Ciccino Pavone (noto rosticciere, venuto a mancare quanche anno fa), erano i Monzù più bravi e più richiesti negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale e fino agli anni ’60.

Ricevimento al "Giglio d'oro"
(archivio privato)

In quel tempo il Menù della stragrande maggioranza degli intrattenimenti nuziali consisteva in tre, quattro “passate” di dolci da dessert con cioccolatini, vermouth, liquori vari, spumante, confetti e l’immancabile torta. Negli anni, gli  sposi sono andati alla ricerca di locali più eleganti ad ospitare un banchetto nuziale. In verità un salone molto chic, stile liberty, era quello dell’Hotel Belvedere, ma non tutti se lo potevano permettere.

Le grandi sale del palazzo ”Ente Fiera”, sito nei pressi della fontana di Piazza Europa (da tempo demolito) e il salone del palazzo dei Combattenti e Reduci nei pressi di Piazza S.Tommaso erano, invece gli altri locali dove gli sposi “entravano”. Con l’apertura del supercinema Grivi, l’annesso elegante salone delle feste sito al piano superiore, venne “preso d’assalto” dai novelli sposi anni ’60 e ’70. Le coppie “ringraziavano parenti e amici” anche presso il “Giglio d’Oro”, gestito da Pasqualino Di Serio, oppure al “Piccadilly”, un elegante locale sito nei pressi del Castello di Lombardia.

Il viaggio di nozze era quasi un lusso. La méta più ambita di tanti novelli sposi era Taormina, presso l’Hotel Excelsior gestito dal concittadino Paolo Savoca, diventato sindaco della città negli anni del dopo guerra. Le partenze, di solito in treno, avvenivano alla presenza dei parenti più stretti che si recavano alla stazione  per i rituali saluti e abbracci. In passato vi erano altri matrimoni. Tra questi: il matrimonio riparatore a seguito di fuitina, ovvero la scorciatoia per un matrimonio contrastato.

Pubblicato il 26 maggio 2005 nelle pagine della Cronaca di Enna del Giornale di Sicilia col titolo: “Quando Taormina era il sogno della luna di miele”.
E’ stato pubblicato anche, nel 2003, sul sito web ViviEnna col titolo “Lo sposalizio di allora”

IL "Piccadilly"
(archivio privato)

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Foto al "Belvedere"
(archivio privato)

Sopra sposi anno 1916 (archivio privato), sotto coppie di sposi anni '40 e '50

Cartolina del locale "Pergola"
nel retro il menù.
(archivio privato)

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Il Primo Matrimonio Civile ad Enna

Il primo matrimonio civile al Comune di Enna fu celebrato il 26 luglio del 1953.
Pino Vicari era segretario provinciale del Partito Comunista Italiano ed allora per i dirigenti del PCI vigeva la scomunica.
Il parroco di san Tommaso Don Savoca, in virtù di queste disposizioni, negò la celebrazione del matrimonio in chiesa.

Pino Vicari e la moglie Antonia
durante la cerimonia al Municipio
26 luglio 1953

La notizia si diffuse nel paese ed il giorno del matrimonio la piazza antistante il Municipio, allora nei locali dell'attuale Teatro comunale, era affollatissima.
Il matrimonio fu celebrato dall'ufficiale di stato civile Dr. Gino Neglia.

subito dopo la cerimonia
nel foyer del teatro

Nel 1960 Papa giovanni XXIII° ridimensionò questa disposizione  e Pino Vicari e la moglie Antonia Cristaldi poterono celebrare, grazie anche all'intervento di padre salvatore D'Antona, il matrimonio religioso presso la Chiesa di san Francesco  il 13 dicembre del 1961.

gli sposi con i testimoni

Il matrimonio fu festeggiato presso i locali dell'Ente Fiera in Piazza Europa



Si ringrazia Pino Vicari e la moglie Antonia per le foto.


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