Istituzione del Cimitero - Il Campanile Enna

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Istituzione del Cimitero

Storia di Enna



125 anni fa,
L’ISTITUZIONE DEL CIMITERO


di Salvatore Presti


Il primo monumento funerario edificato nel cimitero di Enna

Porta la data del 26 luglio dell’anno1868 la lettera indirizzata al sindaco di Castrogiovanni con la quale il sottoprefetto di Piazza Armerina inviò al Municipio di Castrogiovanni il Regio Decreto, a firma di Vittorio Emanuele II, che autorizzava il Comune “all’acquisto della ‘Selva’ facente parte del soppresso Convento dei Cappuccini per stabilirvi il cimitero”. Ma già 28 anni prima, nel 1840, in pieno regime borbonico, il comune “avvia i lavori per il cimitero” all’interno della stessa Selva. Si erano già spesi 2.973 ducati, quando i lavori furono interrotti “per mancanza d’acqua” essendo il camposanto “distantissimo da sorgive”, poi definitivamente sospesi per “motivi di ordine generale” (!).

La chiesa dei Cappuccini con l'annesso convento

Il sindaco d’allora, Mariano Potenza, a richiesta dell’Intendente di Caltanissetta, conferì l'incarico all’architetto cav. Urso di “redigere la pianta e la facciata di detto Camposanto” affidando i lavori a mastro Antonio Alessandra, che si era aggiudicato l’asta. E’quanto si apprende da documenti esistenti  nell’archivio storico comunale e nell’archivio di Stato di Enna. Altre fonti indicano il 13 agosto 1864 la data con la quale il comune nominò una commissione per “studiare la locazione più adatta allo scopo”. Il 7 marzo 1866, finalmente fu dato “l’affidamento dell’incarico” all’architetto comunale, Vincenzo Longo, per studiare “un punto idoneo”, secondo legge, “adatto al cimitero”.

Le attenzioni si concentrarono sulla “Selva dei Cappuccini”, già individuata nel 1840, poi acquistata dal Comune. E’il 1877, comunque, l’anno in cui s’iniziarono a seppellire i morti nel nostro cimitero ancor oggi chiamato “Camposanto de’ Cappuccini”. La prima tumulazione avvenne in quell’ anno, quando venne eretto il primo monumento funerario ancora esistente, costruito in pietra di Castrogiovanni, posto nel viale principale oggi intitolato a Maria SS. della Visitazione. Questa l’epigrafe scolpita sulla lapide di marmo:

Qui giace la salma del letterato Reverenno Parroco Giovanni Battista Scarlata, vicario generale. Diede l’anima a Dio il 1° settembre 1877, visse anni 78.

Monumento funerario del barone Angelo Varisano

Fu così interrotta definitivamente la consuetudine di seppellire nelle cripte delle chiese o in locali e spiazzi ad esse adiacenti.
Correva l’anno 1587, quando s’insediarono i frati Minori Cappuccini “in quel luogo silenzioso e solitario per l’amenità della spaziosa Selva….”. Lì i padri francescani costruirono il convento e la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie.
Le vicende storiche del convento e della chiesa legate ai fondatori padri Cappuccini s’interruppero con la legge eversiva dell’asse ecclesiastico del 1867, con la quale i patrimoni degli enti e delle corporazioni religiose furono demanializzati per essere ceduti a comuni e province purché “utilizzati a fini di pubblica utilità”. La chiesa, dedicata poi a San Paolino, acquisita al patrimonio comunale, negli ultimi decenni è rimasta aperta al culto solo in rare occasioni, fra queste le annuali funzioni legate al Venerdì Santo. I locali del convento furono prima adibiti a deposito di materiale bellico, poi a ricovero di mendicità fino agli anni ’60.


Monumento funerario di Napoleone Colajanni

Nel tempo, varie opere sono state eseguite nel Camposanto: notevole è stato l’ampliamento verso Ovest realizzato grazie all’acquisizione, nei primi decenni del secolo scorso, della vasta area denominata “ à ddenzia”; la costruzione, datata inizi anni ’50, dell’ingresso monumentale con alte mura in pietra squadrata di Sabucina, il cui progetto si deve  all’architetto Delle Fave, dove ai lati del cancello d’ingresso spiccano due pannelli policromi raffiguranti la Natività e la Deposizione del Cristo morto, opera di Pietro e Lina Marzilla;




la costruzione di loculi multipiano, affidata all’impresa Enrico Alessandra e più recenti i lavori di recupero conservativo delle strutture murarie del vecchio convento, mentre la chiesa a tutt’oggi non ha avuto alcuna attenzione manutentiva e di recupero.

Gli ultimi loculi edificati

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