L'altra città - nuove visioni - Il Campanile Enna

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L'altra città - nuove visioni

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“ENNA ALT(R)A. 

Nuove visioni per una nuova citta

Progetti di Tesi_Per Enna
curati da Fabio Naselli


Dal 2009, anno in cui ho messo piede per la prima volta all’Università di Enna, mi sono dedicato alla costruzione di una visione urbana Green Oriented per “Enna Alt(r)a” con la determinazione di delineare un quadro complessivo di interventi e azioni che fossero in grado di gestire un processo di transizione già in essere. Grazie a un piccolo gruppo di lavoro nato nell’ambito del Dottorato e dei corsi di Urbanistica della Facoltà, di concerto con le Amministrazioni Locali (interessando tanto la parte politica che quella tecnica e amministrativa) e coinvolgendo ampie parti della comunità locale (nelle sue numerose e già citate sfaccettature) attraverso questionari, forum, incontri e attività di varia natura e interrogando il web (ovvero raccogliendo le opinioni e le idee maturate sui blog e sui social) siamo riusciti a delineare un insieme di azioni da mettere in campo per governare il cambiamento, col fine di modificare radicalmente il modello di sviluppo della città adottato (sarebbe meglio dire tradizionalmente e a-criticamente portato avanti). Il Progetto/Visione che ne è derivato “una mano verde sulla città” e che ha nella reinterpretazione della città verde Enna Altra il suo caposaldo, è oggi in una fase di approfondimento ulteriore con l’ambizione di divenire un solido ma flessibile quadro di riferimento informale, utile per supportare nuovi scenari di riorganizzazione urbana, spingendo la comunità locale a prendere in considerazione un modello di sviluppo alternativo per la città. Uno scenario che collega tra loro gli obiettivi di rigenerazione fisica con le strategie per la trasformazione dell’economia urbana e con la risposta alle nuove istanze di qualità della vita.
Attraverso la descrizione del caso il presente lavoro esplicita alcune considerazioni generali sul ruolo del Progetto Urbanistico, come processo aperto e flessibile, in contesti fragili e transattivi, e inoltre analizza il ruolo che lo spazio urbano aperto può svolgere per supportare una maggiore qualità della vita e delle relazioni urbane. (leggi tutto l'articolo)
Fabio Naselli

La mostra è stata resa possibile grazie al supporto organizzativo degli Architetti Francesco Mingrino, Gianpaolo Castello e Michele Battaglia, tutti laureati presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università Kore di Enna. 
Il 28 Aprile 2015 si è tenuta presso la Galleria civica di Enna una One Day Exhibition dal titolo:
“ENNA ALT(R)A. Nuove visioni per una nuova città universitaria – Mostra PT_PE 2015 di Progetti di Tesi_Per Enna” a cura del prof. arch. Fabio Naselli, docente di Urbanistica presso l’Università degli Studi Kore di Enna.
L’evento è stato promosso dall’arch. Cecilia Neri all’interno del LPPP - Laboratorio Permanente di Progettazione Partecipata è stato realizzato, su iniziativa dell'Associazione "Casa d'Europa" di Enna in accordo col Comune di Enna, presso la Galleria Civica, nell'ambito del progetto “Accessibilità, Sicurezza, Valorizzazione e Fruizione: Castello e… Dintorni” che vede come obiettivo generale per il 2014-15 quello del miglioramento della città di Enna in termini di accessibilità, qualità della vita e sostenibilità.
I lavori presentati sono una sintesi, frutto di una selezione, delle tesi di laurea in Progettazione Urbanistica seguite dal prof. Fabio Naselli e prodotte negli ultimi cinque anni presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura dell'Università Kore di Enna.
L'obbiettivo della Mostra è stato quello di avviare una riflessione sulle reali potenzialità/necessità di trasformazione delle città minori, anch’esse in transizione verso nuovi ruoli e, nella fattispecie, sulla Città di Enna nella sua nuova veste di Città Universitaria a dieci anni dalla istituzione della "Kore.
Nelle proposte presentate si dettagliano Vision volte a immaginare le diverse forme della trasformazione di Enna in una città che voglia attrarre flussi, sempre maggiori, di capitale umano giovane; una città che si vuole rendere attraente e competitiva puntando sui giovani e sulla risposta alle loro esigenze, alle richieste e alle criticità presenti nella città attuale.
In particolare, e in aderenza con gli argomenti al centro degli interessi del LPPP, le tesi incentrano i propri sforzi di creatività e immaginazione per la qualità dello spazio urbano e della vita, sulla mobilità alternativa, sul trasporto pubblico, sull’accessibilità e fruibilità per tutti, sul territorio rurale con le sue permanenti forme di stanzialità, sulla sicurezza e sullo sviluppo economico locale.
In una città come Enna, che conta poco meno di 28.000 abitanti residenti e in cui è presente un numero di giovani universitari che, all’inizio del 2015, è di circa 11.500 studenti (ovvero più di un terzo della popolazione residente) è necessario che un’attenta strategia “politica” scelga con decisione di attrarre e mettere a profitto questa risorsa umana. È un capitale economico che non può essere ignorato.
Temi emergenti per una gestione della Citta'
Il lavoro svolto in questi ultimi quattro anni, in seno al Laboratorio di Progettazione Urbanistica, è stato volutamente indirizzato a comprendere le necessità e costruire una visione organica e innovativa della città.
E' stata messa in discussione la struttura stessa della città e la sua capacità/disponibilità di soddisfare la nuova e diversa domanda di uso e fruizione. Si sono “immaginati” un insieme sistemico di azioni strutturali, capaci di migliorare e indirizzare il necessario cambiamento. 
In particolare alcune misure si sono ritenute urgenti e indispensabili, sia per soddisfare la varietà e la quantità di nuova domanda che per gestire correttamente la transizione a diversi ruoli cui la città è oggi chiamata a rispondere e non rischiare di esserne, invece, (s)travolta
A) misure volte a migliorare la mobilità e il trasporto pubblico e integrato fra i quattro sistemi urbani; 
B) misure volte a integrare la qualità, la fruibilità e la quantità degli spazi urbani aperti, interni e esterni agli impianti urbani consolidati; 
C) misure volte a supportare nuove e più consapevoli forme di partecipazione alle scelte e all’accesso alle informazioni; 
D) misure volte a valorizzare e fluidificare il ruolo dei grandi attrattori urbani e delle grandi attrezzature territoriali; 
E) misure volte alla riduzione dell’impronta ecologica e al rafforzamento della continuità eco-ambientale, alla chiusura dei cicli dei rifiuti, delle acque e dell’energia; 
F) misure volte alla definizione di una città “consapevolmente” policentrica.
Le istanze emergenti, per comodità analitica, le possiamo riproporre e sintetizzare come articolate su tre capisaldi: il primo è il caposaldo dell’Infrastruttura Verde, il secondo è quello della Città Policentrica e il terzo è il caposaldo della Partecipazione e della Condivisione, attive e non mediate. 


Enna, accessibilita' e mobilita' pedonale 





Il tema trattato riguarda un argomento ormai riconosciuto come centrale nella riqualificazione dei Centri Storici e applicato nel centro antico della Città di Enna: diminuire il peso e il ruolo del traffico veicolare (soprattutto privato) favorendo e incentivando, all’opposto, l’accessibilità e la mobilità pedonale; così da recuperare una maggiore vivibilità del centro urbano.
La proposta si concentra su quella parte ritenuta più significativa del tessuto storico, l’asse di Via Roma, ovvero quella via che, attraversando tutto l’altipiano su cui insiste Enna Alta, collega i due principali riferimenti: il Castello e la Torre di Federico; e che nel suo percorso attraversa le parti più rilevanti dello sviluppo urbano della città.
Lungo questa strada, inoltre, sono allocate la gran parte delle attività di tipo commerciale, amministrativo e di servizio che contribuiscono a caratterizzare una precisa identità di fulcro direzionale per questa parte di città.
Questo forte ruolo di centralità e le intense relazioni che ne derivano, per di più calato all’interno di un tessuto storico medioevale certamente inadatto a contenere flussi veicolari, è da individuare come la causa prima di quell’elevata affluenza di persone che comporta una congestione generale e un abbassamento della qualità urbana. La forza del “taglio”, inoltre, e il magnetismo che esso esercita negli equilibri spaziali della Città, determinano una forza centripeta che catalizza gli interessi e mette in secondo piano i pregiati quartieri storici che attraversa. Quartieri che, pur avendo alte qualità e forti potenzialità vengono occultati e vanno incontro a fenomeni di progressivo svuotamento.
L’obiettivo della proposta diventa, allora, quello di “fratturare” per tratti questo incombente ruolo e permettere l’emersione delle parti di città più nascoste attraverso un sistema di relazioni spaziali trasversali in grado di “aggrappare” le parti più interne all’Asse centrale e generando una serie di percorsi pedonali alternativi al dovere “camminare” a fianco delle automobili.
Una delle condizioni grazie alle quali il centro storico può ambire a ri-trovare una propria capacità di auto-rigenerazione è proprio quella di riportare gli spazi del tessuto urbano al contatto pedonale diretto, diffuso e capillare. Quel “contatto” che è quasi scomparso a causa della intensissima meccanizzazione veicolare privata e del ruolo troppo centrale che l’automobile ha conquistato negli spostamenti urbani.
La metodologia utilizzata si ispira al Piano-Programma del Centro Storico della Città di Palermo, ispirato da Giuseppe Samonà, e cerca nelle peculiarità specifiche di Enna di rintracciare criteri e metodologie per gli interventi da operare, sia da parte pubblica che privata.
Su modello del Piano-Programma, interpretato e reinterpretato sul caso di studio, la proposta si è costruita a partire dall’individuazione dei Contesti Urbani di progetto e su una lista di specifiche azioni e ipotesi di sistemazione spaziale, individuate per ogni singolo contesto. In questa metodologia, parte fondamentale della visione di progetto è, senza dubbio, la fase di costruzione del quadro conoscitivo preliminare.
  Enna al "CENTRO"
Accessibilita' e pedonalizzazione del centro storico

 
Enna al “CENTRO”. Accessibilità e pedonalizzazione del centro storico.
Il progetto ha come obiettivo generale la riqualificazione del Centro Storico della città di Enna attraverso la valorizzazione del sistema degli Spazi Urbani Aperti e col fine di recuperare alla dimensione umana una delle parti più rappresentative della città antica.
La visione progettuale che ne è derivata sottolinea i temi dell'accessibilità aperta per tutti, veicolata e rafforzata da forme diverse per la mobilità e nuove tratte alternative del trasporto su gomma.
L’area interessata dalla proposta consiste in una porzione (in via sperimentale) del centro urbano di Enna Alta e più precisamente in quella parte del tessuto urbano che si trova compreso fra l’Asse di via Roma, da piazza Matteotti (o "Balata") al Castello di Lombardia, e l'Asse costituito dalla via P. e C. Savoca-piazza G. Garibaldi-via Canonico G. Falautano-via Vulturo-piazza V. Emanuele-via S. Agata, sempre dal Castello di Lombardia a piazza Matteotti.
Per rendere realmente fruibile e accessibile la porzione di città scelta, si è lavorato prevalentemente sulla ri-definizione degli spazi aperti pubblici e sul loro funzionamento come unico sistema.
Partendo dalla logica del micro-intervento (sostenibile e concretamente realizzabile) si è proposto di modificare gli attuali “confusi” spazi urbani (piazze, slarghi, strade, vicoli e cortili), tanto presenti nell’area di intervento, attraverso il ridisegno delle pavimentazioni e la realizzazione di piccoli salti di quota, così da rendere esplicita e immediata la distinzione fra le aree e i percorsi pedonali e quelli carrabili.
Infine, sono stati recuperati due percorsi, che ripercorrono l’intera lunghezza dell’area; uno panoramico, che si snoda interamente sul lato nord, e uno storico-culturale, che percorre le vie più caratteristiche della città, attraversando vicoli stretti e corti interne.
Il progetto è rivolto “anche” ai residenti, cioè a coloro che vivono quotidianamente lo spazio urbano, ma non trascura le altre forme di utenza che, in una città in transizione verso una nuova dimensione “metropolitana”, divengono fonte di nuove e importanti esigenze.
Le precondizioni poste alla base, nel trattare i temi esposti nel progetto, ruotano attorno ai temi fondamentali della continuità spaziale, della mobilità, pedonale e carrabile, dell’accessibilità aperta in ambito urbano e della riqualificazione dei centri storici.
Il percorso progettuale è stato preceduto da una fase di analisi morfologico-funzionale dei tessuti e dei materiali urbani di Enna Alta. Da tale analisi si è evinto che il fulcro principale dell’intero tessuto storico è l’asse di Via Roma che, nella sua estensione, collega le due centralità “generative” del Castello e della Torre di Federico e che mette in relazione numerose piazze, monumenti, attività che rappresentano una parte rilevante di ciò che persiste delle origini della città.
Prevedere percorsi pedonali e modalità alternative di mobilità può certo servire come forte stimolo per una riappropriazione dell'ambiente urbano da parte della collettività ma non è, di per se, sufficiente; occorre che ciascuno degli utenti urbani interessati si apra ad una visione moderna di “città”. Una città in cui vengano utilizzati maggiormente i mezzi pubblici, i percorsi pedonali e gli spazi aperti, a discapito di un continuo proliferare “invasivo” dei veicoli privati.

     
Liberare il centro storico dalle macchine 


Visione di una nuova mobilità metropolitana 
per Enna


Elaborazione progettuale: Arch. Francesco Mingrino

Supervisione: Prof. Arch. Fabio Naselli
Prof. Ing. Tullio Giuffrè



Il progetto è il frutto di un lavoro di riflessione sulla mobilità della città di Enna, basandosi su esperienze e soluzioni che vi sono in campo nazionale come quelle intraprese a Perugia ed a Venezia.
Al fine di favorire il decongestionamento della città e proporre una vita più sostenibile, sia per la società nel suo insieme che per il singolo cittadino, bisogna perseguire la diminuzione di determinati fattori come la congestione del traffico veicolare, l’inquinamento, la tutela dell’ambiente urbano e paesaggistico, la tutela della salute e la necessità di liberare di liberare il centro storico dalla macchine.
Con questo fine si è pensato di proporre un progetto che sviluppasse un sistema di trasporto urbano intermodale che fosse il meno invasivo possibile e sopperisse al massimo le criticità che la città di Enna presenta sia da un punto di vista della mobilità, sia da un punto di vista territoriale.
La soluzione proposta, guardando agli altri esempi italiani, riguarda la progettazione di un sistema a cremagliera in modo da collegare Enna alta con Enna bassa ed un sistema di APM (Automated People Mover) per il percorso che attraversa Enna bassa.
Il progetto ha, non solo, come fine il miglioramento del traffico e dei collegamenti ma ha, inoltre, le aspirazioni di riqualificare e rifunzionalizzare parti della città che, sinora, sono state poco valorizzate e che possono diventare dei punti focali per il benessere della città stessa.  

Le criticità che Enna presenta sia da un punto di

vista della mobilità, sia da un punto di vista

territoriale affrontate con la progettazione di un

sistema a cremagliera in modo da collegare Enna

alta con Enna bassa ed un sistema di APM

(Automated People Mover) per il percorso che

attraversa Enna bassa. 

 
Enna percorsi e spazi verdi 
Il crescente deterioramento degli ecosistemi, anche in ambito urbano, dovrebbe indurre tutte le nazioni del mondo a cercare di attuare tutte le strategie possibili per la salvaguardia del pianeta. Il pericolo è che le generazioni future non possano usufruire dell’ambiente, delle risorse naturali e dei suoi valori estetici, in misura pari o superiore a quella di cui ne fruiscono le generazioni attuali. Il Summit della terra tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992, ha prodotto un documento: Agenda 21, che invita le società umane a cambiare rotta per la salvaguardia della vita del pianeta. Questo “cambia-mento di rotta” deve essere attuato a tutti i livelli di governo, globale, nazionale, locale e implicare, almeno, la riduzione delle emissioni di gas inquinanti, l’utilizzo di risorse rinnovabili, l’impegno per la salvaguardia delle aree verdi (aumentandone l’estensione anche all’interno delle città in ogni occasione possibile). 





Anche la città di Enna ha aderito al programma di Agenda 21 Locale.
Le precondizioni che stanno alla base della Proposta partono dal riconoscimento del ruolo fon-damentale delle aree e degli spazi verdi per il benessere socio-psico-fisico degli utenti urbani e sot-tolinea la necessità di salvaguardare l’ambiente urbano non solo per le generazioni attuali ma so-prattutto per quelle future. Da queste precondizioni ne deriva la finalità principale dettata dalla ne-cessità di restituire la città ai bambini, la futura generazione, partendo dalla Visione di una circon-vallazione verde sul margine della Città di Enna Alta.
Enna Alta, un tempo considerata una vera e propria fortezza naturale per la sua posizione strate-gica, è tuttora in grado di fornire una visuale a trecentosessanta gradi del territorio circostante. Le analisi e lo studio del tessuto di Enna Alta hanno consentito di rilevare la consistenza di un’ampia fascia verde sul bordo della città, fatta spesso di frammenti e per lo più non ancora fruibile.
Questo percorso lungo i margini diventa, in questa tesi, l’occasione per costruire un’asse di mo-bilità pedonale circolare che ricuce fra di loro il sistema di spazi aperti (spesso vuoti e de-funzionalizzati) e i luoghi di servizio delle funzioni urbane primarie, garantendo una accessibilità sicura alle diverse parti della città e in grado, anche, di riconnettere la viabilità minore, in prevalen-za pedonale (quella del tessuto urbano storico) che si dirama come una ragnatela dall’interno all’esterno di tale tessuto urbano e viceversa dall’esterno verso l’interno.
Ogni scelta progettuale è stata guidata e proporzionata sulla dimensione bambino sia come “pa-rametro progettuale” che come “indicatore del benessere” complessivo della città. Una città, infatti, che tenga conto delle esigenze dei bambini sarà sicuramente più vivibile e accessibile per tutti. Questa proposta potrà restituire ai bambini quella possibilità, oggi negata, di stare in contatto con la natura, con cui il bambino potrà interagire direttamente, e di riappropriarsi dell’uso diretto dello spazio aperto.
All’interno della città storica, attraverso l’integrazione fra la fascia verde sui margini e i percorsi viari minuti, i bambini potranno muoversi in tutta sicurezza, in modo da poter ritrovare un senso di autonomia, e potranno essere vigilati in forma partecipata e volontaria, dagli anziani, dal personale addetto alla gestione dei servizi pubblici (scuole, biblioteche, servizi sanitari e sociali, ecc.) dagli operatori del commercio, dai sagrestani, ecc.
Dopo aver individuato le vie principali di Enna Alta, i nodi di traffico, i monumenti, le piazze, i luoghi della formazione (scuole, biblioteche ecc.), dei servizi per l’infanzia e delle aree verdi attrezzate all’interno della città; si è costruita e verificata la Visione di un percorso verde ridando va-lore alla cintura verde a bordo città e da lì diramare un sotto-sistema di percorsi tematici: giallo, rosso e blu, rispettivamente denominati i luoghi della crescita, dell’identità, della formazione. Percorsi che attraversano e raggiungono quei luoghi necessari allo sviluppo della capacità di riconoscersi utenti urbani e padroni della propria città. I percorsi potranno essere utilizzati dai bambini, dagli adulti, dai turisti, per scoprire o rileggere la città da un’altra prospettiva, percorrendola a piedi con la bici o con gli asinelli, in modo da supportare quelle scelte fondamentali necessarie per soddisfare le nuove esigenze di uno sviluppo sostenibile e integrato. 
 
 “NUOVI SCENARI DI SVILUPPO RURALE”
per la Quarta Citta': ENNA RURALE

 







“NUOVI SCENARI DI SVILUPPO RURALE” per la Quarta Città: ENNA RURALE

La ricerca parte dall’assunto che la pianificazione della città è anche la pianificazione del suo territorio circostante, tanto da guardare all’ambito rurale come il materiale attraverso cui costruire relazioni tra le quattro diverse parti che compongono la città, spontaneamente policentrica, di Enna: Enna Alta, Enna Bassa, Enna Pergusa e Enna Rurale.

Oggi l’espansione del costruito e del tessuto urbano nei territori agricoli ha determinato un mosaico di spazi ibridi, articolato secondo un alternarsi di pieni e vuoti, di città e di campagna, senza alcun nesso apparente. Si assiste alla riorganizzazione urbana intorno a nuove “centralità decentrate” e alla comparsa di “città fatte di piccole città”. Inoltre, si assiste ad un inarrestabile fenomeno di ritorno dall’urbano verso gli spazi aperti agricolo-rurali e alla comparsa di nuove e più complesse forme di urbanizzazione in territori abbandonati dalle attività agricole in seguito allo svuotamento da parte dei suoi abitanti originari. Questo fenomeno si sta imponendo, in maniera capillare e diffusa, nei luoghi che un tempo erano chiamati “campagna” e un tempo in contrapposizione dialettica con la “città”.
La Visione progettuale ricerca quelle modalità attraverso cui si può ridare significato a quelle aree verdi affinché le cose riprendano a dialogare tra loro e soprattutto con le funzioni espresse dalla città e dall’abitare urbano. Il ri-progetto dell’ambito agricolo viene considerato come un’occasione irrinunciabile al fine di ri-costruire il significato, la struttura, l’architettura dei paesaggi urbani stravolti dalla “disattenzione” e “disaffezione”.
La ri-composizione delle parti del territorio aperto deve partire dalla comprensione dei nuovi ruoli che i protagonisti-attori possono assumere nel tessuto rurale del territorio, in funzione della loro posizione e delle relazioni che essi possono costruire (o ri-costruire) tra quanto, genericamente, li circonda o si relazione ad essi.

Il progetto quindi si pone come obiettivo il recupero e valorizzazione di luoghi, soggetti e pratiche. La struttura insediativa dei borghi (antichi e nuovi) e delle masserie, la loro ubicazione all’interno della città agricola consolidata, la loro contiguità con aree densamente abitate e con le infrastrutture civili, rendono questo un eccezionale occasione di sviluppo per il territorio di Enna Rurale.
La Visione che ne deriva propone la trasformazione del loro insieme - o di una parte di esso - in un sistema di luoghi policentrici dedicati a quattro questioni vitali per la città: l’agricoltura, l’alimentazione, l’abitare e la cura del territorio.
Si interpreta così la mission della tesi, potenziare il ruolo di città-laboratorio dove sperimentare un modello di società urbana sostenibile, promotrice di diritti basilari per tutti i cittadini: cibo, casa, lavoro, salute, educazione, qualità dell’ambiente, ecc. In questa Visione, le Centralità Rurali, si organizzano per affrontare una nuova fase della loro vita, senza rinunciare allo loro identità originaria, ospitando un insieme di pratiche legate alla produzione agricola e alla dimensione sociale, e diventando così nuovi luoghi pubblici di incontro, accoglienza e partecipazione di altissimo valore ambientale e culturale.
Il progetto si pone, ancora, come dispositivo per la promozione e la razionalizzazione di energie e pratiche attive del e nel territorio. Le Centralità sono in quest’ottica gli epicentri di attività economico-sociali esterne alla città compatta. Funzionano come terminali dell’agricoltura per l’area intorno a Enna, ri-connettendo la città al territorio, e fanno parte del più vasto sistema delle reti sociali pubbliche e private che agiscono nella città.
Costituiscono l’interfaccia tra queste reti e i cittadini: ospitando spazi di commercio sostenibile, luoghi di ristoro e di formazione sul tema dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente e spazi e servizi dedicati a chi ha bisogno di una residenza temporanea per ragioni di lavoro, di studio, di momentanea fragilità economica e sociale o perché è di passaggio a Enna.
Inoltre le Centralità Rurali rappresentano altrettanti luoghi di decentramento per ospitare convegni, master di formazione, laboratori a stretto contatto con l’Università e i relativi programmi di ricerca su temi legati alla sostenibilità, alla salvaguardia dell’ambiente, alla cittadinanza attiva. Diventano laboratori della partecipazione democratica e motori di nuove e possibili progettualità. Un’occasione per generare consuetudine ed etica delle buone prassi. 
 Enna / Pergusa   -   riserva /autodromo 
proposte di riconciliazione   



Le evoluzioni di concetti come l’arte della cura del paesaggio, lo sviluppo reale del territorio, l’eco-sostenibilità delle azioni per l’ambiente, l’utilizzo e la produzione di energia pulita, hanno consentito di traguardare un tema molto attuale, e nello stesso tempo molto complesso, per la città di Enna Pergusa, con le sue peculiari caratteristiche materiali e immateriali, e a partire dalle due grandi centralità presenti e in perenne contrapposizione: La Riserva Naturale Orientata e l’Autodromo di Pergusa.
La Visione che ne deriva può ambire a risolvere i conitti presenti e soddisfare tutto un insieme di esigenze emergenti in questa parte di città. In particolare le due strategie attuative previste si rifanno: 
- Alla ricucitura del tessuto abitativo del sistema urbano di Enna Pergusa con le aree della Riserva e con i sistemi di aree verdi e di spazi pubblici che fanno da ltro, oggi scomposto, fra la Centralità e la vita reale degli abitanti. L’intento è di garantire una libera accessibilità delle risorse a volume zero (spazi verdi e piazze) e superare gli attuali limiti alla fruizione della Riserva e del lago.
- A mettere pace fra le conittualità paralizzanti (per entrambe) esistenti fra la Riserva e l’Autodromo, individuando quelle soluzioni compatibili e sinergiche che possano rivalutare le migliori funzioni delle due Centralità e recuperandole ad un ruolo di volano per le economie “interrotte” a vantaggio della Città e dei suoi cittadini. Se il problema deriva dalle emissioni di fattori inquinanti e di disturbo per quelle funzioni eco-ambientali che la Riserva deve garantire, la soluzione di buon senso è quella di eliminarle. Le nuove tecnologie ci possono essere di supporto per trovare le soluzioni più pertinenti.
Nel primo caso si tratta di intervenire con un sistema unico di micro-progetti di suolo dedicati agli spazi urbani aperti e con l’obbiettivo di ricucire itinerari e percorsi e fornire quei servizi di base di cui è carente per la valorizzazione dell’area. Si sono individuate azioni che prevedono la realizzazione di parcheggi verdi in grado di elevare il livello di decoro urbano; la realizzazione di piazze verdi in grado di elevare il livello di qualità della vita; la realizzazione di percorsi naturalistici e nuove “passeggiate ecologiche” che permettono all’utente urbano beneciario di fruire agevolmente delle meraviglie che il luogo ore.
Nel secondo caso si è messa a punto un’idea innovativa che supera le criticità evidenziate e rilancia nuove opportunità di pacifica convivenza, forse anche di reciproco supporto, tra i due attrattori territoriali. Immaginando la conversione dell’Autodromo convenzionale in un “Autodromo Smart” per veicoli alimentati con energie alternative. Questa azione eliminerebbe tutte le emissioni che oggi rendono incompatibili le due realtà della Riserva e dell’Autodromo.
Le nuove economie perseguite per il rilancio della vocazione sportivo-turistica, allora, sarebbero facilmente reperibili candidando l’Autodromo Smart al nuovo campionato di Formula E istituito a partire dal 2014 dalla F.I.A con vetture alimentate esclusivamente da energia elettrica.
La nuova competizione ecologica, oltre a recuperare le attività ricettive, da troppo tempo ormai sotto-utilizzate o abbandonate, potrebbe aiutare a diondere un nuovo importantissimo messaggio: che la mobilità elettrica è adatta e pronta a prendere il posto della tradizionale.
Secondo alcune ricerche della F.I.A, il lancio della competizione green potrebbe tradursi in 77 milioni di nuovi veicoli a impatto zero
nei prossimi 25 anni, per un valore complessivo di 142 milioni di euro, con un incremento di circa 42 mila posti di lavoro. Grazie alla diusione delle tecnologie a “Energia Pulita”, si prevede la diminuzione dei consumi di combustibili fossili nell’ordine dei quattro miliardi di barili di petrolio, evitando così 900 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica.  


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