Mario Termini, scultore - Il Campanile Enna

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Mario Termini, scultore

Storia di Enna > Gente d'arte

MARIO TERMINI, Scultore

www.marioterminiscultoresiciliano.it

"Artista bizantino, produttore di Icone non nella sintesi formale, s’intende, ma nell’insieme di significati che l’opera sottende. Lui, l’Altro, la manifestazione per mezzo dell’angelo, la materia, la donna; di creta, di bronzo, di radica o di tronco,  sintesi dinamica e ieratica che si stacca dalla fisicità degli oggetti,  si torce,  si eleva, cerca spazio nell’aria circostante, lo trova nella dimensione di cose visibili e incarnate."
Ugo Vittorio Vicari

Nasce ad Asmara (Eth), nel 1943; nel 1963 ha conseguito il diploma di Maestro d'Arte presso l'Istituto d'arte di Palermo.
Abilitato all’insegnamento del disegno dal 1964, ha insegnato in vari istituti della provincia di Enna.
Dal 1964 ad oggi ha partecipato a numerose collettive.

Eventi organizzati ed Opere di particolare rilievo ad Enna
  1979 Monumento funebre ad Enna;
• 1981 La piccola Demetra Enna;
• 1983 Monumento dedicato alla Famiglia ad Enna;
• 1986 Madonna dell'autostrada - Termini – Marzilla;

• 1989 Centro fontana "le Tre Sirenette" - Enna;

• 1991 Il sarcofago presso il cimitero di Enna;
• 1992 - Pannello decorativo, cappella privata Enna;
• 1999 Pannello decorativo cappella privata Enna;
• 2003 Ambone in bronzo per la chiesa di S.Tommaso Enna;
• 2005 scultura in bronzo dedicata al Giudice Livatino  palazzo di giustizia Enna;

2009 Campana per la chiesa di S:Maria degli Angeli Enna
2009 S.Maria degli angeli scultura in resina e polvere di Marmo
2010  Direttore Artistico ed Ideatore del I°simposio internazionale di scultura Federico II “tupor     Mundi “
2010  S.Lucia per la casa di riposo di S.Lucia Principi di Piamonte Enna
2011 Direttore Artistico ed Ideatore del II° simposio “20 Sculture per i venti comuni di Enna in occasione Del 150° Anniversario dell’unità d’Italia
2012  3° Simposio Internazionale di scultura  “Le tre Marie “ tre sculture di 12 mt per tre coppie di scultori eseguiti presso una vecchia cava di arenaria in 45 giorni,in alto rilievo (in fase di progettazione)

Le tre sirenette

Quale miglior personaggio per rappresentare il simbolo dell'acqua,della magia ,della favola che diviene realtà. E' dunque la scelta dello scultore Mario termini a cui viene commissionata una scultura per la fontana di piazza San Tommaso. Le tre sirene unite di spalla simboleggiano il numero perfetto,la trinacria,la triplice faccia della medesima realtà. La disposizione delle tre sirene, facendo pensare a una rotazione, ha ispirato l'artista a risalire fino alla simbologia religiosa orientale, in particolare quella del dio del tempo, la sua forma sempre simmetrica, da qualsiasi punto la si osservi: da un lato infatti esse formano un senso  orario, dall'altro quello  antiorario; il Passato, il Presente e il Futuro riuniti al centro in un unico Grande ed Eterno Ciclo chiamato Continuo Infinito Presente, in cui tutto esiste allo stesso momento. La stessa rotazione assume un diverso significato: se, a partire dal centro del simbolo, le tre figure si avvolgono su sé stesse da destra verso sinistra viene rappresentato il turbinare delle energie dall'interno verso l'esterno in un ciclo continuo atemporale. Mario Termini definisce infine, un percorso artistico che ben si lega  all'ambiente circostante ispirandosi alla monumentalità delle Chiese e degli edifici che compongono tutto l'arredo urbano.

foto in b/n di
Elio Camerlingo


L'AMBONE
 
eseguito in bronzo
 
per la Chiesa di S. Tommaso di Enna


La Parola scritta e proclamata, che si fa dialogo fra Creatore e creature, trova dimora in un luogo che la Chiesa cristiana nella sua terminologia liturgica ha definito col nome di "ambone".

Luogo tra i più sacri nel già sacro edificio di culto, esso appare nei templi più antichi, fossero le maestose basiliche dell'Urbe o le più modeste chiese delle più diverse città, collocato in uno spazio ben visibile ai fedeli, adorno di sculture, tessere musive, lamine d'oro, incaricate di esaltare degnamente con la loro magnificenza la Parola di Dio che lì veniva proclamata, attestandone con la sua struttura materiale la presenza "sensibile" tra i credenti.

La frattura fra il sacerdote celebrante e il fedele assorto nella recita di preghiere o nell'ascolto di fervorini e panegirici, in questi ultimi cinque secoli ha messo la sordina alla Parola di Dio, di cui oggi si invoca il riascolto, recuperandone dalla più antica tradizione una rivalutazione nelle funzioni religiose.
Ecco dunque che accanto all'esigenza di restituire la primitiva autorità alla proclamazione della Parola di Dio, letta, proclamata, commentata torna ad essere anello di congiunzione fra Creatore e creatura, fra Divinità e fedele.

È in questa fase di recupero culturale e liturgico che si inserisce l'elevazione di un ambone nella chiesa parrocchiale di San Tommaso, progettata nel rispetto delle norme canoniche più recenti, che nel quadro innovativo liturgico generale ne prevedono la necessaria presenza, sottratta comunque ad ogni intervento discrezionale e soggettivo e sottomessa pur sempre al raggiungimento del massimo decoro artistico.

L'artista cui è commissionata la realizzazione di un ambone incontra pertanto dei limiti alla sua facoltà inventiva, sottomessa al rigoroso rispetto degli aspetti funzionali e al richiesto ossequio alla valenza simbolica che il manufatto esige.

Lo scultore Mario Termini, è lui difatti che esegue l'opera destinata alla Chiesa di San Tommaso, ha saputo coniugare le esigenze liturgiche, cariche di valori simbolici ma pure esprimenti necessità funzionali, ricorrendo ad una duttile ispirazione creativa naturale e a capacità tecniche ed espressive maturate nel corso di una pluridecennale attività.
Consapevole che tra le funzioni che la suppellettile sacra commissionatagli è chiamata a svolgere è predominante la procclamazione della Parola divina durante la celebrazione del Sacrificio eucaristico inteso nel suo alto e pertinente significato di rinnovamento del mistero pasquale, Mario Termini nell'arredo sacro eseguito ha privilegiato l'aspetto di "icona" della Resurrezione che di questo mistero rappresenta l'evento apicale, la concretizzazione delle promesse evangeliche, il premio e la meta del nostro cammino di fede
L'Artista, rispettoso anche della più antica tradizione cristiana che all'ambone "dimora della Parola di Dio" assegnava attenzioni artistiche particolari, ha scelto per la sua realizzazione un materiale "nobile" e durevole, il bronzo, già nelle campane così avvezzo a diffondere la parola di Dio, e ben adatto ad esprimere nella sua poderosa consistenza evocazioni di durate perenni e di ferme promesse, esaltando così il simbolismo dell'eternità della parola divina e la sicurezza del celeste premio finale.
Mario Termini, forte anche delle sue esperienze pittoriche, ha creato uno schema compositivo che, adeguandosi cedevolmente alla forma ad emiciclo, attraverso un calcolato gioco di rilievi ora morbidi e di solchi ora leggeri ora profondi vivacizza le figure, immergendole nel suggestivo effetto chiaroscurale che ne scaturisce e che movimenta plasticamente evitando di appiattirle in uno statico seppur gradevole bassorilievo

In omaggio al tema prescelto della Resurrezione, l'Artista fa campeggiare al centro il Cristo a testimoniare il suo trionfo sul male, sulla caducità delle cose, sulla precarietà delle situazioni e a proporsi come meta del nostro pellegrinaggio terreno, a compimento delle promesse dell'Onnipotente che appare al vertice della composizione, chiusa ai lati da due angei dalle ali spiegate in un volo che è uno speranzoso preludio di Cielo
Le braccia spalancate di Cristo, ormai libero dalle bende sepolcrali appena accennate sullo sfondo levigato, allusive agli impacci terreni ma ancor più gradini di una scala che in Cristo diventa la Via al Cielo, dimora ultima di ogni pio credente, si aprono in un ampio gesto che sprigiona un lungo atteso senso liberatorio dal peccato, dal male, dalla morte spirituale, e suggerisce un accogliente abbraccio in cui si materializza l'evangelico confortante suo invito: "Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis" (Mt 11,28).
Alla sua conclusione "Et ego reficiam vos" ci sospinge con naturalezza tutta la scena rappresentata, dove Mario Termini imprime il rasserenante messaggio evidenziando padronanza di tecnica e capacità espressive degne della tradizione scultorea più aulica, rivitalizzata da una sensibilità moderna che delle evoluzioni artistiche mostra d'aver fatto tesoro con saggezza.
Ne scorgiamo le tracce nella cura del modellato, nella politezza della forma, nella decisione del segno, nella suggestiva ideazione scenica in cui l'Artista scandisce su più piani la bronzea superficie facendo emergere con forza incisiva dai ricercati contrasti dello spessore volumetrico, fonte di luministici chiaroscuri, sia i valori plastici, liberi da impacci accademici e scevri da minuzie descrittive, sia quelli simbolici, esprimenti con sobria eleganza il vigore di quella vera Vita e lo splendore di quella consolante Verità che solo Cristo ci può dare.

                                                                                                                                                                                 - Rocco Lombardo - Enna, luglio 2001



Alcune Foto delle sculture realizzate durante il I simposio internazionale di scultura ad Enna organizzato da Mario Termini

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