racconto di Natale di Rocco Lombardo - Il Campanile Enna

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racconto di Natale di Rocco Lombardo

A letteratura du Campanaru


QUELLA  NOTTE


Racconto natalizio

di Rocco Lombardo

Ruth :
Oh, Efrem! Finalmente sei tornato! Stavo in pensiero a saperti fuori tutto questo tempo, in una notte così strana, così insolita! Lo sai che lampi di luce hanno inondato più volte la nostra povera casa lasciandomi timorosa e inquieta?

Efrem :
Già, la luce…Era così abbagliante che sembrava fosse sorto il sole. Per il cielo limpidissimo, poi, si udivano a tratti dei canti dolcissimi mentre proprio sopra la grotta una scia luminosa attirava con prepotenza lo sguardo di tutti.

Ruth :
Peccato che non sia potuta venire con te. Ma i nostri bambini dormivano così profondamente e non volevo né svegliarli per portarli con noi al freddo né lasciarli soli. Ma continua: seguendo il tuo racconto mi sembrerà di aver assistito anch’io ai prodigi di questa notte misteriosa.

Efrem :
Hai detto bene: prodigi. Pensa: ad un certo punto una schiera di angeli apparve svolazzando ad occidente. I loro canti erano così soavi che solo le melodie dell’arpa di Davide potevano eguagliarli; le loro parole così nuove e pure così belle che mai se ne erano udite prima di simili. Più mi avvicinavo alla grotta e più mi sentivo pervaso non so se da timore o stupore. I nostri amici Ethan e Debra, che portavano in dono un agnello e ricotta freschissima, ad un certo punto con grida di meraviglia ci costrinsero a fermare i nostri passi: laggiù, verso oriente, oltre le mura della città, la scia luminosa s’era fatta più grande. Riprendemmo subito il cammino

più in fretta e quando arrivammo all’ingresso della grotta vedemmo un Bimbo appena nato, deposto in una mangiatoia tra un bue e un asinello. Accanto un uomo, certamente il padre, teneva vivo un fuoco modesto a vederlo ma che mandava un grande calore. In ginocchio, ai piedi del Bambino, la giovane madre, esausta, copriva alla meno peggio coi lembi del suo mantello il corpicino del figlio…

Adorazione dei Pastori, autore ignoto, sec. XVII
Chiesa di san Cataldo, Enna

Ruth :
Povera donna! Chissà quanto avrà sofferto, sola, in quelle condizioni e con questo freddo!

Efrem :
Risoluto, mi avvicinai e mi accorsi d’avere davanti quella coppia di sposi che stamattina avevo incontrato da Ram il locandiere…Cercavano alloggio per la notte ma la locanda era piena e così chiesero a me se potevo ospitarli…

Ruth :
Ma come potevi? La nostra casa è piccola, lo sai, e i nostri bambini irrequieti…E, poi, le provviste sono quasi alla fine e di vino non ne abbiamo più da tempo…

Efrem :

E difatti dissi di no, anche se a malincuore perché capii che erano molto stanchi ed avevano bisogno di riposo e ristoro, specialmente lei, la giovane sposa che appariva più che mai affaticata…Non potevo immaginare che dietro quel suo sorriso mesto e tenerissimo si nascondesse un così dolce segreto, se no…

Ruth :
Oh, certo! Se avessimo conosciuto le sue condizioni avremmo fatto di tutto per ospitarli. Un posticino l’avremmo trovato e, poi, ora che ci penso, c’è ancora un poco di  formaggio e un mucchietto di olive nere. Le sarei stata d’aiuto come una sorella e tu, come quando nacquero i nostri figli, avresti  chiamato le vicine, badato al fuoco e scaldato l’acqua…Ma da sola, come avrà fatto, povera donna?

Efrem :
Qualcuno l’avrà certamente aiutata….

Ruth :
Non credo: la grotta è fuori mano e di notte in quei paraggi non gira nessuno…

Adorazione dei Magi, già attribuito a Simone de Wobreck, sec. XVI
Chiesa di San Francesco, Enna
(foto. P. Mingrino)

Efrem :
Fatto sta che il Bambino è nato. In mezzo alla paglia non vagiva neppure ma coi suoi occhi splendenti ti invitava ad avvicinarti. Lo feci con trepidazione e timoroso che la Donna mi rimproverasse per il mancato aiuto…Quando Lei mi rivolse lo sguardo provai una gioia indescrivibile: il suo volto sereno mi dava tanta fiducia… Non ebbi il tempo di scusarmi per quanto era successo in mattinata e di spiegarle che solo la nostra povertà mi aveva impedito di essere generoso.  Lei, porgendomi affabilmente la mano, mi invitò ad osservare il Bambino e con voce commossa mi ringraziò per la tunichetta che le avevo portato.

Ruth :
L’avevo tessuta e cucita per il nostro piccolo Asaph…Ma presto gliene farò un’altra. Intanto ne indosserà una di suo fratello, quella che gli sta ormai stretta, cresciuto com’è. Ma dimmi, le è piaciuta?

Efrem :
Certo! Appena gliela diedi, prese il Bambino e lo vestì. Sapessi come gli stava bene! Sembrava fatta apposta per Lui!

Ruth :
Oh! I bambini da piccoli sono tutti uguali!

Efrem :
Sì, ma quello, sono sicuro, è particolare…Pensa: sembrava che una luce emanasse da Lui. E, poi, ad un tratto arrivarono dei gran signori, forse dei principi, vestiti sfarzosamente,
accompagnati da servi e scudieri in quantità. Portavano doni preziosissimi, da par loro. Intimidito, feci per scostarmi e andarmene, ma Maria, seppi poi che la Donna si chiamava così,

con un lieve cenno degli occhi m’invitò a trattenermi. Intanto quei principi, o re che fossero, porgevano umilmente i loro doni: oro, incenso, mirra…

Adorazione dei Magi, fr. Ranfaldi XVII sec.
Cappella di s. Andrea, Duomo di Enna
(foto P. Mingrino)

Ruth :
Allora noi abbiamo fatto una meschina figura con la nostra semplice tunichetta…

Efrem :
Non temere: Maria dimostrò d’apprezzarla non meno di quei ricchi doni…La familiarità con cui mi trattò è il segno che il nostro dono è stato molto gradito. Credo che in quel momento la sua utilità era più importante di ogni altro pregio…


Ruth :
Lo credo bene: tutto l’oro, l’incenso e la mirra di questo mondo non riescono a riparare nessuno dai rigori del freddo. Una tunichetta, al momento giusto, invece…

Efrem :
...ti avvolge nel suo calore e ti riscalda anche il cuore!

Ruth :
Ma allora quei doni, pur se sontuosi, sono stati inutili!

Efrem :
Non credo, visto che quei tre personaggi davano l’impressione di essere molto saggi…Mi è sembrato che col loro gesto hanno voluto rendere un chiaro atto d’omaggio al Bambino per far capire a tutti che è venuta al mondo una creatura speciale…

Ruth :
E tu ci stai credendo…

Efrem :
Sì, non può essere diversamente…Stanotte è successo un evento straordinario che produrrà grandi cambiamenti, lo sento…

Adorazione dei Magi, Vincenzo Ruggeri, sec. XVII
Enna, Duomo
(foto L. Nicotra)

Ruth :
Speriamo in bene… Ma intanto pensiamo al da farsi…Ecco, il sole sta per sorgere, un altro giorno comincia, riprendiamo le faccende e il  lavoro…

Efrem :
Giusto. Strada facendo ho promesso ad Ethan che oggi andrò ad aiutarlo nei campi. Preparami qualcosa che mi sostenga nella fatica.

Ruth :
Ma non abbiamo quasi niente…Ti bastano un po’ d’olive?

Efrem :
Sì, al vino e al pane ci penserà il nostro amico. Vai di là a prenderle, presto!

Ruth :
Efrem! Efrem! Vieni, corri!

Efrem :
Ruth, che c’è? Che è successo? I bambini? Stanno male?

Ruth :
No, Efrem, no…Vieni…corri…guarda! Le olive, le olive… sono tante, tante! E il vino… il vino…è abbondante…tutte le giare ne sono piene, piene…


©Rocco Lombardo


Abbazia di Fundrò, un presepe del 2012
(foto F. Emma)

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