Sebastiano Sberna, scultore - Il Campanile Enna

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Sebastiano Sberna, scultore

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SEBASTIANO SBERNA (1870-1942),
artista e professore di scultura ornamentale

di Salvatore Presti


Sebastiano Sberna, scultore

Era così legato alla sua città natia che chiamò una delle tre figlie Enna.
In età matura, già con alle spalle una decennale carriera di Professore d'Arti Applicate (scultura, plastica e disegno), scelse la sede di Catania tra quelle proposte dal Ministero, forse per essere vicino alla sua terra d'origine. Per dodici anni - dal 1922 al 1934 - potè così frequentare periodicamente Enna dove, oltre ai parenti, aveva tanti amici estimatori, ricordi d'infanzia e di gioventù.

E' in questo periodo che, su commissione del Comune, eseguì il ritratto di Felice Cavallotti, scolpito su lapide di marmo di Carrara, posto sulla facciata del Municipio. Sempre di sua mano, nel museo Alessi si trova esposto, firmato e datato, un pregevole rilievo ligneo raffigurante S.Cecilia, arricchito di una cornice finemente decorata ad intaglio che esalta ancor più la bellezza dell'elemento figurativo.














Un grande Crocifisso - copia dell'originale del Gianbologna - è conservato nella Sacrestia del Duomo, sulla parete destra sopra il casserizio.
(alla base si legge: S.Sberna copiò dal Gian Bologna - Firenze 1900)





















Presso il Cimitero vi è il busto marmoreo di Monsignor Giuseppe Virzì, collocato sulla sommità del  monumento funebre che i famigliari gli innalzarono intorno agli anni '20. Non si hanno notizie di altre sue opere in Enna in quanto eseguite su commissione e, una volta realizzate, cedute agli stessi privati committenti.
Poco rimane pertanto della sua proficua attività.

Ma la frenetica fantasia e la versatilità creativa dello Sberna sono state così rilevanti che nel rivedere i tantissimi disegni del suo archivio (ancora gelosamente conservati dagli eredi a Firenze) stupisce, ancor oggi, la ricchezza di stili utilizzati: dal Liberty del periodo palermitano alla scapigliatura romantica; dall'arte nouveau alla neoclassica nel periodo del suo soggiorno fiorentino. Si cimentò nella scultura in marmo e in pietra, ma preferì dedicarsi agli intagli ad alto e basso rilievo in legno. Ottenne diversi riconoscimenti e premi: nel 1909 partecipò all' "Esposizione del Progresso" a Latina con sette sculture lignee, ricevendo il I° premio; ancora studente, nel 1901, gli venne assegnata la medaglia di bronzo per le sue opere prime in scultura ed in seguito una medaglia d'oro a Torino, nel 1911.

Nato a Enna nel 1870, Sebastiano Sberna fin da giovane frequentò la bottega artigiana paterna dove apprese l'arte di maneggiare le sgorbie e il martello. Dopo la morte del padre, nel 1893, potè lasciare l'allora Castrogiovanni per approdare prima a Palermo presso la famosa Casa Ducrot, in qualità di disegnatore di tessuti per arredamento e di mobilia, poi in Campania, ad Aversa (1896 – 1899) dove frequentò il Regio Istituto d'Arte. A Palermo ebbe modo di conoscere Ernesto Basile, già noto architetto, anch'egli collaboratore della Ducrot, mentre ad Aversa instaurò una sincera amicizia con il concittadino Paolo Vetri, affermato affreschista e pittore. Completò gli studi di Arte Applicata presso la Scuola di Santa Croce a Firenze, dove si trasferì nel 1900. Si specializzò altresì nel disegno di ornato e di architettura, assecondando anche la sua naturale attitudine per la scultura in legno, in argilla, marmo e pietra. In questa città, dopo gli studi e i corsi di perfezionamento, iniziò l'attività in proprio con studio in Borgo S. Jacopo, dopo aver lasciato quello di via Ghibellina. Sposatosi a Firenze, nel 1907 si trasferì a Castelnuovo Garfagnana (Lucca) per dirigere una fabbrica di ceramiche artistiche. Poco dopo iniziò la carriera di docente presso la Regia Scuola d'Arte Applicata di Maglie (Lecce) quale insegnante di plastica ornamentale, scultura e intaglio in legno. Per undici anni coniugò l'insegnamento con la professione artistica in terra di Puglia, con apprezzabili risultati di feconda attività in proprio e su commissione. Dopo la permanenza a Catania, a sua domanda, nel 1934 il Ministero, lo assegnò presso la Scuola d’Arte di Lucca, dove concluse la sua lunga attività di professore. Si ritirò, infatti, dall'insegnamento l'anno successivo fissando definitivamente la  residenza a Firenze, a lui cara quanto Enna.

Nella città gigliata continuò a lavorare fino a quando, nel 1942, morì all'età di 72 anni. "I suoi intagli ad alto e basso rilievo, sono opere d'arte: egli, padrone della materia, usa il legno come se fosse un'arrendevole argilla e, più che scolpire ed incidere, modella i suoi ornati con eleganza e correttezza nelle volute e in ogni singolo contorno". Così il Prof. Anselmo De Simone concluse la relazione ispettiva del 16 maggio 1916 - voluta dal Ministero  "agli effetti della nomina a insegnante titolare stabile" - sull'attività del Prof. Sebastiano Sberna, docente in prova nella Regia Scuola d'Arte di Maglie.

Enna ha onorato l'illustre concittadino con l'assegnazione del "Premio Euno", conferitogli - alla memoria - dal Kiwanis Club, nel 1989. In tale occasione lo stesso Club ha curato l'allestimento di una mostra delle opere del maestro (provenienti dalla collezione di famiglia), presso la Galleria Civica di Palazzo Chiaramonte, suscitando grande interesse. Lo Sberna - dimenticato per molti decenni - è stato così riscoperto insigne artista e illustre figlio della sua terra, degno di essere ricordato alle generazioni future.


Una pregevole pubblicazione dal titolo "Sebastiano Sberna (1870 /1942) - Arti decorative e scuole in Italia agli inizi del '900", curata dalla Prof. Anna Maria Massinelli, ad iniziativa dal Kiwanis International Club di Enna, con i tipi della Tip.Lussografica (CL),1989, è servita a divulgare la figura e l'opera del nostro Maestro d'Arte, precursore della moderna professione di designer.*

*Si ringrazia l'autrice Anna  Maria Massinelli e il presidente pro-tempore del K. C.
dott. Luigi Milazzo per aver consentito la consultazione del testo edito
in occasione della mostra, da dove sono state selezionate le foto qui pubblicate.
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Articolo pubblicato nel mese di dicembre2002 sulla rivista "HENNA" , edita dal Comune.

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