Il Casciarizzo del Duomo di Enna - Il Campanile Enna

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Il Casciarizzo del Duomo di Enna

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"Il Casciarizzo del Duomo di Enna" autore Federico Emma, Prefazione di Rocco Lombardo, corredo fotografico di Paolo Mingrino, Appendice di Antonella Versaci, Laboratorio di Restauro dei Beni Architettonici e Culturali dell’Università KORE di Enna,  e del suo staff composto da Davide Indelicato, Luca Fauzia Cristina Speranza, autori dei rilievi e dell’analisi dello stato di conservazione del manufatto artistico.
La Moderna Edizioni, Enna giugno 2014,  ISBN 978-88-95693-52-1.

Pagine 120, corredato da 94 immagini
Presso le librerie e le edicole di Enna € 15.

Il Casciarizzo del Duomo di Enna
Il Duomo di Enna

Il Duomo di Enna rappresenta l’impegno di intere generazioni di cittadini e contiene “l’anima della religiosità” del popolo ennese, il culto a Maria SS. della Visitazione.
A distanza di 700 anni dalla sua fondazione, il Duomo è il monumento della città che più di ogni altro continua a rivestire un ruolo attivo per l’identità della nostra comunità. Richiamarlo alla ammirazione e alla contemplazione è essenziale per la nostra e per le future generazioni, perchè sia tutelato e protetto insieme ai valori umani e religiosi da esso espressi.

La pubblicazione "Il Casciarizzo del Duomo di Enna", la prima della collana SICELIDES MUSAE, presenta il mobile da sagrestia, cosìdetto Casciarizzo, importante opera d'arte  del Duomo di Enna.

Il mobile è composto da due corpi, uno inferiore con profondi cassetti atti a contenere agevolmente paramenti di ragguardevoli misure (ampi piviali, spaziosi paliotti, larghe “cappe magne”, ingombranti addobbi), ed uno superiore composto da una sequenza di tredici pannelli attinenti alla Storia della Salvezza.

Il “casciarizzo”, in legni vari e in noce di raro pregio, è il manufatto più importante e monumentale posto nella cappella di Sant’Andrea nel Duomo di Enna. L’opera, ideata e diretta da Clemente Bruno, fu condotta a termine in un lungo periodo di tempo, dal 1691 al 1704. Le strutture portanti in legno, sono eseguite dai maestri locali Damiano Pettorusso, Cosimo e Giovanni Marchiafava e Francesco Sitaiolo. Gli intagli, gli ornati ed i pannelli vengono commissionati ed eseguiti da valenti maestri ebanisti, i fratelli Francesco, Giuseppe, Alfonso e Nicola Ranfaldi.
Per le dovizie delle sculture che ne rivestono con squisita armonia tutte le parti o come ornati o come pannelli riccamente figurati, l’opera può considerarsi rara nel suo genere.
Dei 13 pannelli, otto illustrano i momenti salienti della vita della Madonna, dall’affidamento di Maria bambina al Tempio, all’Annunciazione, ai vari episodi dell’infanzia di Gesù. Gli episodi raffigurati, quindi, non sono tratti esclusivamente dal Vangelo, ma anche dalla tradizione della Chiesa.

- Federico Emma, autore del libro
- Rocco Lombardo, autore della prefazione
- Paolo Mingrino, autore delle fotografie
- Antonella Versaci ed il suo staff del Laboratorio di Restauro dei Beni Architettonici e Culturali dell’Università KORE di Enna, composto da Davide Indelicato, Luca Fauzia Cristina Speranza, autori dei rilievi e dell’analisi dello stato di conservazione del manufatto artistico.

La Moderna Edizioni, Enna giugno 2014,  ISBN 978-88-95693-52-1


“L'arte sacra è vera e bella quando, nella sua forma, corrisponde alla vocazione che le è propria: evocare e glorificare, nella fede e nella adorazione, il Mistero trascendente di Dio. L'autentica arte sacra conduce l'uomo all'adorazione, alla preghiera e all'amore di Dio Creatore e Salvatore, Santo e Santificatore.”
(cfr. CCC 2500)

Contemplare il Casciarizzo

Il Duomo è ricco di opere d’arte, ogni singolo quadro affascina e rivela un episodio, un momento, una istantanea della storia della salvezza, ma il Casciarizzo è come un film in cui ogni singolo fotogramma cattura e commuove.
La contemplazione attenta e riflessiva del “Casciarizzo” della cappella del Duomo di Enna con i suoi tredici pannelli, immersi nella esplosione di creatività e di fantasia delle decorazioni delle cornici, ci conduce realmente in un percorso di adorazione e preghiera rivelandoci l’amore di Dio. Non bisogna avere fretta, occorre immergersi in ogni singola scena, cogliere i dettagli e l’atmosfera di ogni singolo pannello per poi trovarsi proiettati nel cammino della Rivelazione, così come lo visse Maria.


Il libro propone una scheda per ogni pannello comprendente il riferimento biblico, la descrizione della scena, i riferimenti nella storia dell’arte e il rimando al “Catechismo della Chiesa Cattolica”.

I pannelli, riguardanti la vita della Madonna e l’infanzia di Gesù non seguono la sequenza temporale degli avvenimenti che rappresentano, ma a partire dall’ingresso della cappella, dopo il primo raffigurante il protovangelo di Genesi 3,15, seguono: la Madonna del Rosario, l’incontro di San Giovannino con Gesù bambino, la Fuga in Egitto, l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, Assunzione ed Incoronazione della Vergine, la Risurrezione, la Natività, l’Affidamento di Maria bambina al Tempio, la Circoncisione di Gesù, la Visitazione di Maria ad Elisabetta, ed infine la Trasfigurazione.


GRUPPO DI RICERCA UNIKORE

- Antonella Versaci, ingegnere, assistant professor in Restauro e responsabile del Laboratorio di restauro dei Beni Architettonici e Culturali della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università KORE di Enna;
- Davide Indelicato, architetto, assegnista di ricerca, Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università KORE di Enna;
- Luca Fauzia, architetto, dottorando della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università KORE di Enna;
- Cristina Speranza, architetto, cultore della materia della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università KORE di Enna;
Ha collaborato, inoltre, Alessio Cardaci, ingegnere, professore aggregato di Disegno dell’Università degli Studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria.

Pannello della Trasfigurazione di Gesù

Breve descrizione dalla Prefazione di Rocco Lombardo
Il Casciarizzo è una suppellettile che si rivela perfettamente dotata di autonomia strutturale e funzionale e ubbidiente ad un concetto unitario attento alla ripartizione degli spazi e sviluppo delle superfici. Nella sua grandiosità si mostra rispettosa dei canoni previsti per questo tipo di “armadio” da sagrestia, articolandosi in quel duplice corpo così congeniale a simili mobili, facendone addebitare il felice risultato sia all’intervento competente e alla vigile guida del Bruno sia alla esperienza e professionalità di tutta l’équipe a lui affidata.
La sinergia attivata raggiunge risultati tali da poter far considerare l’opera “se non unica, rara nel suo genere”, stando al giudizio di Antonino Ragona che agli artisti attivi nel duomo ennese ha dedicato ricerche e studi confluiti in una pubblicazione edita nel 1974.
Il “casciarizzo” realizzato si distingue non tanto per la tipologia, diffusa anche da prima  in diverse sagrestie non solo isolane, ispirata ai canoni contenuti nel trattato De Architectura di Vitruvio (80 a.C.-15 a.C.), inneggiante alla “solidità utilità e bellezza”, ma soprattutto per la dovizia degli ornati, collegabili a diverse fonti  ispirative; per la specificità del tema iconografico svolto, ampio e complesso, imperniato com’è non solo su quello ben diffuso dei misteri gaudiosi del Rosario; per la varietà e il pregio dei legni impiegati; per la peculiarità delle dimensioni adottate, così sapientemente proporzionate al vasto ambiente ospitante.
Il manufatto, il cui decoratissimo corpo superiore è arretrato rispetto a quello sottostante, occupa tutta la parete destra della sagrestia, occultando alla vista, nel suo sviluppo da muro a muro, le fiancate laterali e rivelandosi maestoso con le sue ragguardevoli misure di m 11,79 di lunghezza, m 3,83 (esclusa la cimasa) di altezza e m 2,40 di profondità massima.


Un’esperienza di conoscenza integrata per lo studio e la tutela del patrimonio culturale
( dal contributo in appendice di Antonella Versaci, UNIKORE Enna)

Il caso di studio qui riportato, relativo ad un’indagine condotta sull’armadiatura monumentale posta nella cappella della sacrestia del Duomo di Enna – il cosiddetto casciarizzo - ben si presta a rendere conto dell’utilità di una metodologia che si situa all’intersezione tra tradizione e progresso tecnologico. Tale lavoro - frutto della collaborazione tra gli autori del presente volume e il Laboratorio di Restauro dei Beni Architettonici e Culturali dell’Università KORE di Enna  - è stato, infatti, basato sulla consapevolezza della necessità di procedere ad una comprensione globale dell’opera in esame, caratterizzata da una attenta progettazione delle operazioni di rilievo e da opportuna valutazione/verifica qualitativa dei risultati ottenuti.
Per il rilievo della preziosa opera lignea - considerata, di fatto, come un’opera architettonica sia per la logica progettuale secondo cui è stata realizzata, sia per la sua particolare integrazione con l’ambiente in cui si situa - sono state, in effetti, applicate le logiche proprie dell’indagine storico-critica (di cui il rilievo rappresenta indubbiamente il “momento qualificante” ) finalizzata alla tutela.
... La geometria e l’accostamento dei volumi dell’opera qui analizzata è, in effetti, paragonabile a un’architettura storica in miniatura, in cui la regola compositiva è basata sulla “proporzione”. È composta da una cassettiera su pedana, un frontalino su cui è collocata un’alzata sorretta da colonne antropomorfe e una cimasa di coronamento con decorazione a riccio. Ogni ulteriore partizione di dettaglio è regolata dall’uso dell’ordine architettonico che riveste il ruolo di trama generale su cui si imbastisce l’intera composizione: una sorta di “canovaccio dell’interpretazione soggettiva”.

Le operazioni di rilievo e di restituzione grafica

La complessità del pregiato manufatto ha sollecitato l’utilizzo della moderna tecnologia 3D laser scanning, in questo caso affiancata dal disegno dal vero e integrata dall’analisi visuale e fotografica. L’obiettivo era di pervenire ad una conoscenza quanto più possibile dettagliata e completa dell’opera, non ristretta agli aspetti metrici e decorativi, ma estesa al riconoscimento materico, alle condizioni di degrado, allo stato di deformazione e di dissesto statico al fine di poterne valutare lo stato di conservazione.
Nello specifico, l’indagine è stata condotta tramite l’utilizzo contemporaneo di due strumenti Faro Focus 3D disposti a breve distanza dal casciarizzo ligneo al fine di acquisire in tempi relativamente ridotti e con un’alta definizione (1 punto ogni 1/1.5 mm) gli apparati decorativi.








Da "Il Casciarizzo del Duomo di Enna"
di Federico Emma

di seguito un estratto della descrizione del 13° pannello riguardante la  "Trasfigurazione di Gesù"


Il riferimento biblico
MATTEO 17, 1-8


“Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il Sole e le Sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando quando una nube luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo". All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore”.


Il messaggio dell’artista

Il pannello della “Trasfigurazione di Gesù” è il più vicino all’altare della cappella di Sant’Andrea ed è posto sopra l’ingresso del passaggio dalla cappella alla chiesa. Il pannello è una rappresentazione classica dell’episodio della Trasfigurazione narrato nel Vangelo di Matteo ed in quelli di Luca e Marco. La scena contiene gli elementi descritti al cap. 17 del Vangelo di Matteo: Gesù con Mosè ed Elia in alto su una nuvola, i tre apostoli in basso raffigurati mentre stramazzano a terra presi dal timore. Gesù rivolge lo sguardo in alto, verso il Padre, le braccia allargate, una fascia a bandoliera svolazzante, in alto una nube indica la presenza dello Spirito Santo, accanto a Gesù due angioletti raffigurati solo con la testa e le ali. Mosè ed Elia, alla sua destra e alla sua sinistra, leggermente più in basso, sono colti in atteggiamento di adorazione e genuflessione. E’ un’istantanea colta nel momento in cui la voce dice: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo" ed i discepoli cadono a terra presi dal timore.

L’episodio nella storia dell’arte

Questo pannello ha tratto la sua ispirazione raffigurativa da una celebre opera pittorica di Raffaello.  
"La Trasfigurazione" di Raffaello (attribuzione sicura per quanto riguarda la parte superiore) è un dipinto realizzato con tecnica ad olio su tavola nel 1518 1520, misura 405 x 278 cm., custodito nella Pinacoteca Vaticana a Roma.


vai alla presentazione in Duomo del 28 giugno 2014





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