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L'uscita della Madonna

A letteratura du Campanaru > Scritti di Nino Savarese

L'uscita della Madonna - 2 luglio 1943

novella di Nino Savarese

Nino Savarese ci racconta la più bella novella sulla Madonna della Visitazione,
ambientata nella giornata del 2 luglio 1943.
In realtà il 2 luglio del 1943 la processione fu sospesa a causa dei bombardamenti
iniziati qualche settimana prima.

In quei giorni vicini alla festa, non si parlava d'altro, specie , tra le donne, e nei quartieri contadineschi, che dell 'uscita della Madonna, che molti mettevano in dubbio, per via della guerra.
Per il mio paese, quella del due luglio, non è solo una festa grande, ma la meta alla quale si appuntano da lontano tutte le fila della vita popolare: una ricorrenza che corona una storia, che chiude un ciclo e ne apre un altro: come la messe, nella quale epoca la festa cade. E un anno senza quella festa, e specie senza la processione che la conclude, ai contadini e agli agricoltori, che da noi sono il maggior  numero, sembrerebbe un anno senza testa: una cosa  mostruosa.
Questo minacciava di accadere, giacché da qualche parte si era tirata fuori la ragione delle incursioni aeree. Sta bene, si diceva, la festa in chiesa, ma l’« uscita della Madonna » bisogna impedirla : una misura di prudenza, una doverosa previggenza. I borghesi e i signorotti del luogo domandavano distrattamente: « ma insomma uscirà o non uscirà la Madonna? » e nella domanda non mettevano uno speciale impegno, ma per il popolo, quella domanda era piena di appassionata incertezza e di apprensioni.
Il giorno della vigilia si sparse la voce che il Priore della cattedrale era andato dal Prefetto per parlare appunto dell'uscita della Madonna. Si disse che era stato deciso per il no, ma nessuno era stato presente a quel colloquio, nessuno aveva udito quella sentenza. Si disse pure che era stato il Priore ad opporsi alla processione.

Fu una costernazione generale: la gente popolare non poteva capacitarsi: era una violenza. Insomma, alla Madonna, che aveva atteso tutto l 'anno, si voleva impedire di scendere tra la sua gente, ritrovare tutte quelle buone donne, trattenersi con esse: non dall 'alto dell 'altare, ma in mezzo a loro, e non solo nelle vie principali, ma nei vicoli, nelle stradette strette e buie che per tutto l'inverno erano state tanto tristi. Giacché il tragitto della processione, lungo e faticoso, dalla cattedrale alla chiesa di Montesalvo all 'estremità della rocca, attraversava in realtà tutto il paese, si insinuava in quasi tutti i quartieri. Non sembrava che la lasciassero dietro la porta mentre Ella era già pronta per uscire? La « Gran Signora Maria » come la chiamava il popolino: nel suo manto celeste, col suo piccolo volto materno ed insieme regale, coperta di gioielli, amore e sudore di tutta la città, con tanti fiori e mazzetti di spighe ai suoi piedi, e quel corteo di santi.

La sera, che erano corse più sicure voci del divieto, alla cattedrale piena di gente per la funzione, accadde una cosa nuova, che a memoria d'uomo, non era mai accaduta.
Allorché il Priore, nell 'officiare, si voltò dall 'altare verso la folla, una voce alta, piena, poderosa, si levò sul mare delle teste scoperte che gremiva tutte e tre le navate:  - E ' lui che si oppone - gridò la voce, e una mano accennava il prete, e continuò - il popolo vuole l'uscita della Madonna. La voce era partita dalla navata di destra, sotto il pergamo, e a questa parte si volsero tutte le teste e  tutti  gli sguardi: da prima con scandalosa meraviglia, subito dopo, afferrato il senso delle parole, con immediato consenso : - Ha ragione.
-La Madonna deve uscire.
- Sì... sì ha ragione.
- Non abbiamo paura delle bombe.
- Esca la Madonna!

La mattina dopo, forse inseguito da quella voce della sera, il Priore si recò un 'altra volta a confabulare.
Ma era passato mezzogiorno, e ancora egli non si vedeva, e nessuno poteva sapere quel che era stato deciso. Uscì finalmente dagli uffici della Prefettura che la gente già si ritirava a casa per il pranzo, portando, nella grande ricorrenza, ognuno qualche cosetta per la tavola : sia pure un po ' di frutta avvolta nel fazzoletto bianco, o un mazzo di sedani penzoloni.
Era rosso in volto, agitato in tutta la persona, e questa come appesantita dalla grande notizia che portava : era stata decisa l 'uscita della Madonna.
-E ce lo dite a quest 'ora?
Esclamarono quelli che si trovarono presenti a raccogliere quel primo annuncio.
-E ora come si fa? Mancano, si può dire, poche ore alla processione... molti, perduta ogni speranza, se ne sono tornati in campagna...
E questo era il punto; la statua della Madonna viene portata a spalla da una schiera di contadini che hanno nelle loro famiglie questo privilegio ereditario, e siccome la festa, come si è detto, cade nell'epoca del maggior lavoro della messe, molti di essi corrono in paese per compiere il pietoso ufficio, ma tornano subito dopo alle aie, o ancora alla mietitura, a seconda delle contrade.

Non era ancora scomparso in fondo alla piazzetta il fazzoletto bianco, col quale il Priore si asciugava la testa in un bagno di sudore, che la notizia era già corsa come un baleno : nelle botteghe e per le vie, ingrossando di tono e di giubilo a mano a mano che dal centro scendeva, correva, ruzzolava nei quartieri dei contadini e dei pecorai. La sagrestia della cattedrale è stipata di preti e di fedeli : qualche donna che sopraggiunge, ancora in cerca di notizie, non ha bisogno di chiederne a preti e sagrestani, che rispondono per essi, quell'animazione insolita, quel correre da un punto all'altro della chiesa, mulinando intorno alla statua della Madonna che è stata già scesa dall 'altare e posata nel mezzo della navata centrale. Il tesoriere ha davanti le cassette dei gioielli, ed aiutato da un sagrestano è intento ad adornare la statua. Di tanto in tanto, come esitasse, rimane a guardarsi intorno con un paio di orecchini o una collana in mano.

Intanto la misura della fretta e del rischio che ancora corre la processione, sono quegli ordini gridati sull 'uscio a volenterosi ed improvvisati messaggeri, che corrono contenti, pieni di zelo, orgogliosi dell 'incarico ricevuto :
-Andate ad avvertire la banda.
-Voi pensate per la cera.
Correte di casa in casa ad avvertire i «nudi».  I«  nudi » sono i portatori della bara, detti così dai piedi scalzi e dal camice bianco che portano nella processione, e che ricordano certi aspetti dell 'antica celebrazione di Cerere, della quale molte vestigia passarono nella festa cristiana che vi si sovrappose: quali le spighe che, insieme ai fiori, vengono offerte alla Madonna, e certi panetti di puro farro che il giorno della festa vengono distribuiti ai portatori ed al clero.
Quella dei « nudi » era dunque la faccenda principale e la più difficile, per le ragioni che abbiamo detto, e perché per tradizione e per disposizione canonica, la Madonna doveva entrare nella chiesa di Montesalvo « al tramonto del  sole », e non più tardi.

Appena nei quartieri popolari giunge la notizia, e quelli che la recano scompaiono per spargerla oltre, i vicoli sono in subbuglio: chi si sporge da una finestra a chiedere, e chi risponde dal vicolo: — « Gnorsì... la Madonna esce ».
Chi entra di corsa in una stalla a gridare: - « Esce la Madonna » a uno che stava per mettere la bardella alla mula.
Qua un ragazzo viene mandato per l'accorciatoia a far tornare indietro uno che era partito per la campagna un momento avanti: - Va... corri, digli che la Madonna esce... che torni subito indietro...
E quello, rosso in faccia, compreso dell 'incarico, contento di compierlo, scappa a salti per la discesa come se volasse. Là due ragazze che erano certe di rimanere in casa, e decise ora a non perdere la processione, aiutano a pettinarsi l 'una con l'altra; i volti di brace, nello scompiglio delle povere camerette, apparendo e scomparendo dal vano della finestrella piena di garofani e di basilico.

E la minaccia degli areoplani : la prudenza, i gravi discorsi tenuti il giorno avanti in Prefettura?
Nessuno se ne ricorda più: nessuno ci pensa: l'unico timore è quello di non fare in tempo. In uno stanzone attiguo alla sagrestia, dalle pareti piene di antichi ritratti di prelati e di vecchie Madonne impolverate, i « nudi », seduti in fila su alcune panche, si tolgono le scarpe, si tolgono le giacche di velluto o di fustagno ed indossano i camici bianchi.
Le mani non reggono: una fretta spropositata esprime la loro contentezza. Miracolosamente, sono al completo : non manca nessuno.
Giungono alla spicciolata i bandisti, corrono aggiustandosi la divisa; e giungono i carabinieri. La processione poteva ormai uscire.
Malgrado tutto, per molti fu una sorpresa: si aprivano balconi e finestre a precipizio: donne scende
vano nella via finendo di aggiustarsi davanti i portoni.


Il sole declinava sul lungo tetto del convento di S. Francesco, ed il fiume di luce che si raccoglieva tra gli argini della via lunga e stretta, da tutte le sorgenti del cielo, investiva la processione, che scendeva dall 'alto della cattedrale.
Al tocco di quei raggi vivissimi sembrava che  tutti i colori si scaldassero, sparpagliandosi per l'aria :  gli ori della bara, i rossi e i viola delle confraternite, il bianco dei « nudi », gli argenti dei paramenti. Tutto un folgorìo, che a mano a mano si andava spegnendo nell 'onda bruna di ombre che già stagnavano ai piedi degli edifici.
Una grande devozione c 'era sempre stata per la Madonna della Visitazione, ma questa volta sembrava che accadesse qualche cosa di inconsueto. Un raddoppiato ardore, una pietà grande era in tutti, che strappava le lacrime anche a quelli che stavano fermi ai margini della strada per vedere la processione, del tutto dimentichi del pericolo del quale si era tanto parlato in quei giorni.
I « nudi » sudano; non solo per il peso della « bara » che portano, ma anche per il timore
di non giungere a Montesalvo per l'ora prescritta del tra monto. E non potendo correre, par rimescolano i loro  corpi furiosamente, come se calpestassero i ciottoli coi loro piedi scalzi.



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